I maccheroni fatti in casa

 

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Dosi per 2 persone
150 gr. di farina di grano duro
1 uovo
75 ml di acqua (da usare anche in parte)
1 stecchino di legno (o, per chi ha una nonna in giro per la casa, un ferro da uncinetto).

La video ricetta che dura ben….due minuti! Se vuoi approfondire la lavorazione, la lettura prosegue dopo il video.

Uno dei primi ricordi che ho è di me tre-enne che gioco nella cucina della mia nonna paterna insieme a lei, mentre prepariamo insieme i maccheroni per una soleggiata domenica di carnevale (in Sicilia a febbraio è praticamente primavera).
Mi impiastriccavo le mani di farina, e mi divertivo a rollare quei serpentoni di impasto, che poi lei velocemente trasformava per magia. Ricordo le sue dita girare veloci la pasta intorno al ferro da ricamo, simile a quello che usava per ore per l’uncinetto. Ma il segreto per me era la magia: ecco la ricetta dei maccheroni siciliani, secondo la me tre-enne.
Molti anni dopo, ho capito che in qualche modo era giusta l’intuizione.

La lavorazione dei maccheroni “busiati”, dal nome del ferro con cui vengono lavorati, è semplice, e sono sicura che se qualche bambino di oggi verrà chiamato come aiutante di cucina, sarà felicissimo.  Una volta fatto l’impasto, il primo consiglio che do è di lasciarlo riposare (in frigo o, d’inverno, anche sul tavolo, ma coperto da un panno). Nella lavorazione occorre dividere la palla in pezzetti, e ogni pezzetto rollarlo sul piano da lavoro, facendo pressione con il palmo delle mani sull’impasto e muovendo le mani velocemente avanti e indietro. Una volta ottenuti dei cilindri del diametro di una sigaretta, ritagliateli in cilindri più piccoli di 6 cm di lunghezza. Poi, al centro di ogni cilindro, premete lo stecchino (o il ferro) e di nuovo “rollate” con il palmo delle mani in modo che l’impasto di avvolga intorno al buscio. Il vero ingrediente segreto, che raccomando di usare, è la magia. Per questo vorrei sia il primo piatto che condivido su queste pagine.

La magia delle materie prime. Solo un grano duro verace dà una pasta soda e non molliccia, ma allo stesso tempo leggera e digeribile. Per questa ricetta in particolare è stato usato il grano di Timilia, che veniva coltivato dagli antichi coloni greci 2.800 anni fa e rimase il più usato dai contadini meridionali sino al dopoguerra, quando fu messo da parte per grani industriali. È stato recuperato da alcuni coltivatori solo nel 2010. È solo macinato a pietra, ed è molto leggero, perché ricco di proteine e povero di glutine.

La magia dei movimenti. Niente macchinette, solo l’elegante movimento delle mani nell’impasto e, al posto del “buscio”, uno stecchino di legno.

La magia del condimento. A carnevale in sicilia i busciati li si mangia con il sugo con la salsiccia, ma si possono condire come più aggrada, con un ragù o con un sugo di pomodoro semplice. L’importante è, sempre e comunque, che la salsa venga fatta andare per un bel po’, e preparata la sera prima. Altrimenti l’incantesimo si rompe.

Fammi sapere, per favore, cosa ne pensi di questa ricetta e se ti è piaciuta.
E se ti sei divertito, condividila per favore con i tuoi amici!
Preferisci gustarla già pronta, magari direttamente a casa tua? Se sei di Milano, contatta picadellisola@gmail.com.

 

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This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

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